Esiste davvero lo stress da rientro? Leggi il nostro articolo per riflettere su come ti senti al tuo rientro dalle vacanze!

 

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Stress da rientro: l’ansia del ritorno

Le vacanze estive sono finite e abbiamo momentaneamente appeso al chiodo le chiavi del nostro camper. Ormai abbiamo già provveduto a ripulirlo e riordinarlo. Lo abbiamo svuotato e aggiustato ove necessario, sistemando tutto ciò che aveva bisogno di una messa a punto. Ora è tempo di riprendere la propria vita di sempre.

Sembra però che non sia così facile. Alcuni studi dicono che, dopo le vacanze estive, ben un italiano su 10 si trova a fare i conti con la cosiddetta “sindrome da rientro”.

Quante volte abbiamo letto articoli, editoriali, oppure visto in TV, speciali sullo stress da rientro dalla vacanze? A guardarli bene sembrano sempre dare gli stessi consigli, ogni anno. Ogni volta che siamo in procinto del ritorno a casa, ecco che spunta, puntuale come “Una poltrona per due” a Natale, il vademecum su come affrontare questa bizzarra situazione: il rientro dalle vacanze.

I sintomi di questo disturbo, ormai così generalizzato, sono vari e diversi da persona a persona. Tuttavia è possibile riunirli in alcune tipologie di manifestazioni abbastanza comuni e generalmente diffuse.

Manifestazioni di stanchezza, apatia, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, nervosismo e tristezza. In realtà, nulla che possa essere considerato di entità clinica. Sono i sintomi normali di un cambiamento nella routine, un processo transitorio che di solito non dura più di tre o quattro giorni.

Stress da rientro: ma esiste davvero?

Ma siamo così sicuri che ci sia tutto questo stress? E siamo così sicuri che in vacanza ci si rilassi davvero e si stacchi in modo netto con il mondo che avremmo dovuto lasciare a casa? Prenotazioni, disdette, affollamento…insomma le vacanze possono trasformarsi in qualcosa di molto stressante.

Ci si chiede, allora, se davvero ci siamo così rilassati lontani dal lavoro e dalla quotidianità oppure, come forse accade sempre più spesso, non si stacchi mai, e quella strana sensazione che tecnicamente viene chiamata post vacation blues, non sia in realtà una condizione che non ci ha mai abbandonato.

Dunque dicevamo che secondo alcuni studi – mai verificati, peraltro – 1 italiano su 10 soffrirebbe di questa “patologia stagionale”.

Ora, c’è da chiedersi se questa percentuale è da considerarsi sul totale della popolazione (circa 60 milioni di abitanti), oppure sul totale delle persone che vanno in vacanza (circa 25 milioni di persone nel 2016). Non viene mai chiarito, in nessuno di questi fantomatici articoli/studi/editoriali.🤔

Assumiamo comunque – per logica – che la nostra percentuale si riferisca al numero di vacanzieri: ecco che il totale di persone che soffrirebbe di questo stress diminuisce drasticamente rispetto al numero totale di abitanti.

Stress da rientro: abituarsi

Certo lo “stress da rientro” non è  un fenomeno da sottovalutare ma, forse, sarebbe il caso di ridimensionarne l’impatto.

Tornando al ragionamento iniziale, bisognerebbe chiedersi se, in realtà, la nostra permanenza nei luoghi scelti per le vacanze, non sia stata comunque contaminata fin dalla partenza, a causa di una vita piena di stress.

La maggior parte delle cose che facciamo nella nostra vita, fino al 40%, si basa sulle abitudini. Lo affermava già nell’800 lo psicologo William James.

Anche gli psicologi contemporanei provano a spiegare questo disagio. Durante tutto l’anno seguiamo una routine che a volte ci stanca, forse ci annoia, ma ci permette di entrare in “modalità automatica”.

Quando arriva l’estate, alcune persone hanno difficoltà ad adattarsi alle nuove abitudini, anche se positive. Poi, quando iniziano ad abituarsi…la vacanza è già finita. In realtà quello che succede è che ci siamo adattati ad una routine e dobbiamo rompere con essa per tornare a quella precedente.

Ma quanto tempo ci vuole per cambiare un’abitudine? Nel 1960 il chirurgo plastico Maxwell Maltz definì la durata di 21 giorni per creare un’abitudine.

fine dell'estate

Questo significa che, almeno sulla carta, sono necessari almeno 21 giorni per cambiare le nostre abitudini, “dimenticare” lo stress da lavoro e le ansie quotidiane.

Ansia da rientro: un malessere esclusivo

Secondo uno studio del Sole 24 Ore sui dati ISTAT, la durata media dei viaggi si attesta a 5,7 notti…viene da sé che pensare di vivere lo stress da rientro dopo anche 7 giorni di vacanza è piuttosto bizzarro.

Sicuramente, qualcuno questo stress lo vive, ma sono le persone più abbienti, quelle che possono permettersi vacanze (o viaggi) decisamente più lunghe e che, in qualche modo, riescono ad avere un’esperienza più immersiva e coinvolgente.

Superato un certo numero di giorni è fisiologico abituarsi, rilassarsi (anche se si continuano a ricevere telefonate di lavoro) e intraprendere una nuova routine. E allora è facile che, assimilato un nuovo mood, il ritorno complichi il rientro dalle vacanze.

Come dice lo psicologo Francesco Maxia in un’ interessante intervista su “Leccesette”: “Il rientro dalle ferie è la goccia che fa traboccare il vaso colmo di problemi già esistenti. Tutto qua. Non darei una veste scientifica a qualcosa di probabile: questo stato matura per tutta una serie di angosce che diventano più pesanti quando si torna a lavorare o per il rientro in un ritmo di vita troppo stressante e insostenibile”.

In effetti sarebbe sempre opportuno capire se ci sono altri aspetti dietro questo disagio. Dobbiamo capire se quello che facciamo normalmente è ciò che ci piace veramente e, in caso contrario, stabilire un piano realistico per il cambiamento.

E’ anche importante tenere conto che queste crisi sono necessarie perché ci svegliano un po’ dalla “modalità automatica”. Devono essere colte come opportunità per generare un cambiamento e usarle per riflettere: “Perché ci metto così tanto tempo per tornare?”. E ancora, “Cosa c’è veramente dietro?”.

Porsi queste domande è fondamentale così come ricercare dentro di noi le risposte. Una volta che ci siamo chiariti sull’origine del nostro malessere, dobbiamo cercare di produrre dei cambiamenti.

Scegliendo una vacanza sul camper, molti degli stress legati a prenotazioni, disdette, affollamenti e orari ferrei saranno azzerati. Il camper è il “luogo” migliore per il relax, all’insegna di uno stile di viaggio libero e autonomo.

Con Campersereno sarai ancora più libero da stress e ansia perché avrai al tuo fianco un partner veramente affidabile!😉